
La gestione e la bonifica dei serbatoi interrati che contengono carburanti o sostanze pericolose è un tema che coinvolge ambiente, sicurezza e responsabilità del gestore. Non si tratta solo di un adempimento tecnico: è un processo che, se affrontato correttamente, tutela il suolo, evita rischi di incendio e mette al riparo da sanzioni e responsabilità ambientali.
In Italia il riferimento principale è il D.Lgs. 152/2006, che attribuisce al gestore l’obbligo di prevenire la contaminazione e di gestire in modo corretto i rifiuti prodotti durante la bonifica. A questo quadro si affiancano le norme di prevenzione incendi e quelle sulla sicurezza nei lavori in spazi confinati, che rendono l’intervento un’attività altamente specializzata.
Quando diventa necessario intervenire
La bonifica o la rimozione di un serbatoio interrato non è un’operazione da rimandare. È richiesta quando l’impianto viene dismesso, quando il serbatoio deve essere sostituito o quando si sospetta una perdita. In tutti questi casi la legge impone la messa fuori servizio, un insieme di operazioni che garantiscono la sicurezza dell’area e la corretta gestione dei materiali residui.
Trascurare questi obblighi può esporre il gestore a responsabilità amministrative, penali e ambientali, soprattutto se si verifica una contaminazione del suolo o delle acque.
Come si svolge la bonifica di un serbatoio interrato
La procedura segue un percorso preciso, ma non per questo deve essere raccontata in modo rigido. In genere si parte dallo svuotamento del serbatoio, si eliminano i residui e si procede al degasaggio, indispensabile per lavorare in sicurezza. La fase successiva è la pulizia interna, che permette di rimuovere fanghi e sedimenti.
A questo punto si può scegliere tra due strade:
- inertizzare il serbatoio, quando la rimozione non è tecnicamente possibile;
- rimuoverlo completamente, soluzione preferibile perché elimina ogni rischio futuro.
Tutti i materiali estratti vengono classificati secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) e smaltiti da aziende autorizzate.

Un’attività che richiede competenze specifiche
La bonifica di un serbatoio interrato non può essere improvvisata. Le imprese che la eseguono devono rispettare i requisiti del DPR 177/2011 per i lavori in spazi confinati, utilizzare strumenti di monitoraggio atmosferico e seguire procedure di sicurezza rigorose. Anche la prevenzione incendi ha un ruolo centrale: il DPR 151/2011 e il DM 31 luglio 2014 definiscono obblighi e controlli per gli impianti di distribuzione carburanti.
A completare il quadro ci sono le norme UNI e le linee guida regionali, che forniscono indicazioni tecniche utili per operare in modo conforme e documentato.
Perché una bonifica corretta fa la differenza
Un intervento eseguito secondo normativa non è solo un obbligo: è una garanzia. Riduce i rischi di incendio ed esplosione, previene contaminazioni e assicura la tracciabilità di ogni fase. Per il gestore significa lavorare in sicurezza, evitare sanzioni e dimostrare la piena conformità alle prescrizioni ambientali.
